Nella nostra bellissima repubblica delle banane, la politica continua a dare il peggio di sè. C'è un Presidente quasi novantenne che non intende recedere dalla sua posizione e per mantenere in piedi il governo che lui ha tanto voluto (del resto, a quell'età si è come i bambini, difficilmente si ammette di avere torto) è disposto a difendere chiunque, anche una Ministra della Giustizia amica intima di una banda di delinquenti ai quali promette favori. C'è un Presidente del Consiglio che di testa sua non fa praticamente nulla, essendo alleato e ostaggio di tutti, ci sono un gruppo di aspiranti segretari del Pd che ogni tanto provano a distinguersi, ma poi obbediscono e tornano nei ranghi, perché senza il Partito sarebbero niente (e non avrebbero soldi da spendere). In attesa della mattanza di nuove tasse che presto ci colpiranno senza pietà, abbiamo assistito anche oggi all'ennesima buffonata: la Cancellieri che si salva dalla sfiducia, mentre esce fuori l'ennesima sporcizia nascosta sotto il tappeto, con l'amico Ligresti, pluripregiudicato e condannato, che la raccomanda con Berlusconi. E si va avanti così, tra figuracce indimenticabili, come quella di Letta che prima va in Sardegna a piangere i morti dell'alluvione e poi riscappa a Roma per salvare Nonna Pina (Dagospia è sempre grande in quanto a nomignoli). E lei, come se nulla fosse, va in aula alla Camera quasi rivendicando la sua amicizia con delle persone che stanno ancora agli arresti domiciliari, in galera o sono latitanti per aver distrutto delle aziende, truffando lo stato e migliaia di lavoratori e risparmiatori.
L'arroganza di questa gente è ormai tracimata peggio dei torrenti sardi, travolge tutto e non ha rispetto per nessuno.
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mercoledì 20 novembre 2013
Cancellieri, salvata dalla sfiducia a costo di figuracce ai limiti dell'epico
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mercoledì 6 novembre 2013
Ligresti, la Cancellieri e la destra italiana
Balbettando scuse come una bambina pescata con le dita nella marmellata, la ministra al telefono ha detto che contro di lei è stato usato il metodo Boffo, neologismo con il quale viene stigmatizzata la diffusione di notizie che possono mettere in imbarazzo personaggi potenti. Il problema è che in Italia, se si vuole incastrare qualcuno, il giochino è molto facile. Tutti quelli che siedono su poltrone di comando hanno qualche scheletro nell'armadio, che li rende ricattabili. E la ricattabilità è anche il motivo principale per il quale li hanno messi alla guida del vapore.
Boffo, giornalista che ha lavorato solamente in testate puramente confessionali (e ora dirige la tv dei vescovi), si è ben guardato infatti dal rendere noti i motivi di quella condanna per molestie che sporca la sua fedina penale (e questo è un fatto), sollevando indignazione solo per l'accusa di essere un omosessuale "attenzionato" dalla polizia (e questa era una balla). E così si va comportando Anna Maria Cancellieri, donna che evidentemente non è lì per caso e sicuramente non è lì per meriti particolari.
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martedì 5 novembre 2013
La folle corsa verso il baratro di un governo di disonesti e mezze cartucce
Pur di mantenere al governo questa manica di fallimentari individui si è disposti a passare su tutto, dalla maggioranza delle larghissime ammucchiate, alla Ministra dalla telefonata facile, a patto che si sia amici di famiglia e possibilmente assai generosi con la sua. Fa francamente ridere la difesa anche un po' stizzita di Anna Maria Cancellieri, la pensionata di lusso a metà fra la sòra Lella e la Sgarambona di radiofonica memoria, che chissà chi e chissà perché ha messo alla guida della Giustizia, un tipo un po' così, amica intima di una banda di disonesti, moglie di un farmacista che è finito pure in galera perché faceva gli impicci con le fustelle false dei farmaci e con un figlio "idiota" che però viene pagato a peso d'oro.
Fa venire il sangue agli occhi, come ha scritto giustamente ieri Sandrone Dazieri, sentir parlare di atto umanitario questa gente, che di umanità non ne ha mai avuta per nessuno che non facesse parte della loro ristretta cerchia, politici che hanno approvato leggi schifosamente repressive per riempire le carceri di poveri sfigati e ora di fronte al fatto che anche qualcuno di loro o dei loro amici finisce dentro (o potrebbe finirci come Silvio) si preoccupano tanto delle condizioni dei detenuti italiani.
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venerdì 1 novembre 2013
Per rimuovere la Cancellieri serviranno i caschi blu
Iero ho sentito qualcuno in televisione dire che quello di Anna Maria Cancellieri è uno dei volti più simpatici del governo. Magari è vero, ma dimostrerebbe di che pasta di mostri è fatto l'esecutivo della larghe ammucchiate. Questa ex Prefetto che cumula una pensione d'oro con uno stipendio da Ministro, che sfoggia vestiti da Bulgaria anni '50 e una collana di perle che anche mia nonna avrebbe considerato un po' demodè, ha mostrato finalmente il suo vero volto. Si blatera un po' ovunque stile Bar Sport della grave situazione carceraria e delle pessime condizioni in cui vivono i detenuti, ma dalla vecchia signora è arrivata l'ennesima dimostrazione che qui da noi il censo conta sempre molto, eccome.
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venerdì 21 giugno 2013
Altro che statista, Silvio ha un piano: lo sta studiando la Cancellieri
Impossibile credere all'ottimismo sparso a piene mani da Enrico Letta sulla durata del governo. A parte i resoconti pilotati che vogliono un Silvio Berlusconi illuminato dal senso di responsabilità dopo aver incassato un'altra sconfitta sul fronte giudiziario, la realtà che emerge è quella di un Pdl in fibrillazione perché si sente tradito dal Presidente della Repubblica, che non avrebbe rispettato i patti (!).
A sostenerlo non sono solo indiscrezioni giornalistiche, ma anche le dichiarazioni di qualche colonnello del Cavaliere, che vorrebbe far morire Sansone con tutti i filistei di fronte allo tsunami di sentenze che potrebbe travolgere il proprietario del centrodestra, dal caso Ruby al lodo Mondadori, dalla compravendita dei parlamentari alla Cassazione che potrebbe cacciarlo dal Parlamento.
Dopo una ventina d'anni di esperienza e di porcate, è facile intuire che Berlusconi, se non ha ancora scaricato il "governo del fare" è perché nutre ancora fiducia sulle possibili vie d'uscita. Una potrebbe essere quella di confidare proprio nella Cassazione, dove di recente i magistrati di centrodestra, in una riunione del Csm presieduta da Napolitano (un caso?), hanno eletto alla presidenza Giorgio Santacroce, vecchia conoscenza di Cesare Previti con il quale si "attovagliava" spesso. L'altra è nelle mani della ministra della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, pronta a usare l'escamotage del sovraffollamento delle carceri per salvare le chiappe a un po' di colletti bianchi.
E' noto a tutti coloro che siano dotati di un minimo senso del ridicolo, che gli istituti di pena si riempiono soprattutto di poveri sfigati, incastrati dalle due peggiori leggi criminogene, razziste e anticostituzionali firmate da Gianfranco Fini (fortunatamente scomparso dalla scena politica), una sulla droga insieme a Carlo Giovanardi (un nome una garanzia) e una sull'immigrazione, siglata in coppia con Umberto Bossi, leader dell'unico partito razzista finito al governo in un paese della Ue, anche lui politicamente morto dopo che tutta la famiglia è stata pescata ad attingere a piene mani dai fondi del partito (quello che si scagliava contro Roma ladrona).
Ma tranquilli, nessuno ha in mente di mettere mano a questi obbrobri.
Ma tranquilli, nessuno ha in mente di mettere mano a questi obbrobri.
Il piano è quello di salvare Silvio, come fu fatto in passato per i notabili democristiani pescati con le mani nella marmellata dalle inchieste di Tangentopoli. La brillante idea della Cancellieri sarebbe quella di riesumare l'amnistia approvata nel 1998, che salvò dal carcere l'ex tesoriere Citaristi, 'o ministro Pomicino e l'ex segretario Forlani. Allora bastò scrivere che veniva risparmiato il carcere a tutti coloro che avevano subito una condanna inferiore ai tre anni.
Con il Caimano, purtroppo, tutto questo non basta: serve qualcosa di più forte, tipo la concessione dei domiciliari a chi ha compiuto 70 anni (a prescindere dal suo stato di salute) e l'innalzamento a quattro anni della pena minima oltre la quale si finisce dietro le sbarre. I problemi di Berlusconi evidenziano ancora una volta il concetto classista di questi giuristi un tanto al chilo: con il capolavoro della Cancellieri, infatti, grazie anche all'applicazione dei benefici della pur sacrosanta legge Gozzini e quelli previsti per la buona condotta (45 giorni in meno per ogni anno di condanna) uscirebbero immediatamente dal cercare i poliziotti condannati per l'ignobile omicidio di Federico Aldrovandi, mentre rimarrebbero dentro i "clandestini" fermati senza permesso di soggiorno e accusati di "false dichiarazioni a pubblico ufficiale".
Tutto questo per salvare Silvio, che con l'indulto vedrebbe scomparire anche la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Naturalmente con il consenso del Pd.
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