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venerdì 18 dicembre 2015

Boschi e l'assist a 5 stelle, quando la maggioranza lava via ogni peccato

Nel sistema democratico comanda la maggioranza. Che è quella cosa per la quale, se il 50,1% delle persone si mettono d'accordo sul fatto che Babbo Natale esiste, Babbo Natale esiste per davvero. In politica, la maggioranza lava via ogni peccato: puoi aver rubato, imbrogliato, provocato dolore e danni, ma se dietro al tuo culo un po' flaccido c'hai persone disposte a votare qualunque cosa, sei salvo.
Ancora si ride della maggioranza che dichiarò di credere al fatto che Ruby fosse la nipote di Mubarak e che ad Arcore si svolgessero solo cene eleganti. Ma quanti politici di ogni colore sono stati salvati da impeachment, arresti, rinvii a giudizio, solo per questioni di opportunità?
Oggi è toccato alla nostra madonnina aretina, grazie all'inutile assist di chi ha presentato una mozione di sfiducia alla Camera, dove il Pd ha una maggioranza "blindata", ovvero pronta a votare a favore di chiunque, qualunque cosa abbia fatto. Lei ci ha messo un bel tocco di ridicolo parlando delle origini contadine del padre (è infatti noto che in Italia sono i contadini ad andare a dirigere le banche, forse è per quello che poi falliscono) e della sua bella famigliola, vittima delle "maldicenze". Ha anche puntato il ditino contro chi la invidia per essere diventata ministro a 34 anni, anche se più di uno la invidia per essere andata al governo senza essere stata votata mai da nessuno, ma solo imposta dai capibastone democratici etruschi.
Poi il voto: 373 pupazzi a favore (anche chi come nella minoranza dem non è che fosse molto d'accordo) e bella lì. Abbracci e baci a tutti. Tanto, se mai si voterà al Senato, dove la maggioranza è appesa a un filo, a salvare la Boschi ci penserà lo zio Silvio.
That's all, folks! E il prossimo che parla di questione politica, che sia appeso sulla pubblica piazza.

mercoledì 20 novembre 2013

Cancellieri, salvata dalla sfiducia a costo di figuracce ai limiti dell'epico

Nella nostra bellissima repubblica delle banane, la politica continua a dare il peggio di sè. C'è un Presidente quasi novantenne che non intende recedere dalla sua posizione e per mantenere in piedi il governo che lui ha tanto voluto (del resto, a quell'età si è come i bambini, difficilmente si ammette di avere torto) è disposto a difendere chiunque, anche una Ministra della Giustizia amica intima di una banda di delinquenti ai quali promette favori. C'è un Presidente del Consiglio che di testa sua non fa praticamente nulla, essendo alleato e ostaggio di tutti, ci sono un gruppo di aspiranti segretari del Pd che ogni tanto provano a distinguersi, ma poi obbediscono e tornano nei ranghi, perché senza il Partito sarebbero niente (e non avrebbero soldi da spendere). In attesa della mattanza di nuove tasse che presto ci colpiranno senza pietà, abbiamo assistito anche oggi all'ennesima buffonata: la Cancellieri che si salva dalla sfiducia, mentre esce fuori l'ennesima sporcizia nascosta sotto il tappeto, con l'amico Ligresti, pluripregiudicato e condannato, che la raccomanda con Berlusconi. E si va avanti così, tra figuracce indimenticabili, come quella di Letta che prima va in Sardegna a piangere i morti dell'alluvione e poi riscappa a Roma per salvare Nonna Pina (Dagospia è sempre grande in quanto a nomignoli). E lei, come se nulla fosse, va in aula alla Camera quasi rivendicando la sua amicizia con delle persone che stanno ancora agli arresti domiciliari, in galera o sono latitanti per aver distrutto delle aziende, truffando lo stato e migliaia di lavoratori e risparmiatori.
L'arroganza di questa gente è ormai tracimata peggio dei torrenti sardi, travolge tutto e non ha rispetto per nessuno.

giovedì 18 luglio 2013

L'eterno "soccorso rosso": il Pd digerisce anche Alfano

"Domani votiamo no alla richiesta di sfiducia nei confronti del ministro dell'Interno, Angelino Alfano e lo faremo con una dichiarazione motivata da parte del capogruppo al Senato. Il nostro è un voto che parla da solo". 
Guglielmo Epifani, ex socialista craxiano riciclatosi grazie alla Cgil, ha ragione. Il voto con cui il gruppo del Pd al Senato ha confermato l'intenzione di salvare il segretario del Pdl, ministro dell'Interno e vice presidente del Consiglio che ha esposto l'Italia a una ignobile figuraccia a livello mondiale, parla davvero da solo. Racconta di un partito allo sbando, succube di ogni esternazione di un ottuagenario invecchiato male e preda dei tatticismi che lo hanno portato a inanellare una sconfitta dopo l'altra. Qualcuno ne invochi l'eutanasia, subito.
Sipario.