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mercoledì 6 novembre 2013

Ligresti, la Cancellieri e la destra italiana

Balbettando scuse come una bambina pescata con le dita nella marmellata, la ministra al telefono ha detto che contro di lei è stato usato il metodo Boffo, neologismo con il quale viene stigmatizzata la diffusione di notizie che possono mettere in imbarazzo personaggi potenti. Il problema è che in Italia, se si vuole incastrare qualcuno, il giochino è molto facile. Tutti quelli che siedono su poltrone di comando hanno qualche scheletro nell'armadio, che li rende ricattabili. E la ricattabilità è anche il motivo principale per il quale li hanno messi alla guida del vapore. 
Boffo, giornalista che ha lavorato solamente in testate puramente confessionali (e ora dirige la tv dei vescovi), si è ben guardato infatti dal rendere noti i motivi di quella condanna per molestie che sporca la sua fedina penale (e questo è un fatto), sollevando indignazione solo per l'accusa di essere un omosessuale "attenzionato" dalla polizia (e questa era una balla). E così si va comportando Anna Maria Cancellieri, donna che evidentemente non è lì per caso e sicuramente non è lì per meriti particolari. 

mercoledì 8 maggio 2013

Fratelli d'Italia, il nuovo taxi "nero" a disposizione di Silvio

La battuta di Enrico Mattei, che rispondendo a un giornalista che gli chiedeva conto del fatto che l'Eni aveva pagato anche il Msi disse "Per me i partiti sono come taxi: li uso, pago la corsa e scendo", è passata alla storia. E oggi i residuati della vecchia fiamma tricolore si presentano come il nuovo mezzo pubblico a disposizione del migliore offerente, ovvero Silvio Berlusconi. La sceneggiata di presentare una lista separata, messa in piedi da personaggi che devono tutto al Caimano, come Ignazio La Russa e Giorgia Meloni, ha ingannato qualche sparuto elettore di destra, in larga parte anzianotti, che pensando di non votare più per Silvio, ha scelto i Fratelli d'Italia, formazione particolarmente ridicola già dall'intestazione. La truffa non ha funzionato benissimo, ma l'apparentamento con il Pdl sì, al punto che con un misero 1,92% sono riusciti a eleggere una sparuta pattuglia di parlamentari, naturalmente sempre devoti al grande vecchio di Arcore.