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giovedì 20 febbraio 2014

Fine della sinistra, il nuovo governo di Renzi e Berlusconi chiude il cerchio

Ieri sono rimasto molto stupito dalle reazioni della gente comune simpatizzante del Pd, quella che si è fatta fregare per molto tempo votando tutti gli obbrobri partoriti dalle peggiori menti della sinistra italiana, di fronte alla performance di Beppe Grillo nello streaming con un suonatissimo Matteo Renzi. Persone che si sono fatte convincere da gente come D'Alema, o Veltroni, o Franceschini, sostenitori di un partito a cui si deve il continuo salvataggio del pregiudicato più celebre d'Italia, ora si arrovellano sulla forma, su come il leader del Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto ascoltare le magnifiche proposte del nuovo unto del Signore, che statene certi salverà questo povero paese, sul fatto che - signora mia - l'educazione prima di tutto. 
Per non parlare dei nuovi intellettuali organici del Partito - quattro o cinque sedicenti blogger a caccia di incarichi in direzione - che twittano indignati perché Grillo ha detto "non sono democratico, non ti faccio parlare", oppure "siamo conservatori perché non vogliamo privatizzare l'acqua" confermando che sì, sono così fessi che tocca spiegare loro anche le battute. 

lunedì 8 luglio 2013

Bersani confessa: "Mica volevo fare l'alleanza con Grillo". Pretendeva un atto di fede

Su come siano andate veramente le cose in quelle settimane che hanno fatto seguito al voto delle politiche esistono milioni di versioni differenti. Di fronte allo sbigottimento dell'elettorato di sinistra, che pur non avendo vinto si aspettava una svolta epocale e che ha visto il suo partito buttare a mare due candidature condivisibili (Rodotà e Prodi) per lasciare sul trono re Napolitano e tornare a governare con Berlusconi, gli strateghi del Nazareno hanno continuato a ripetere che la colpa era dei grillini che non avevano voluto fare il governo con loro.
Oggi la confessione dell'ex segretario Pier Luigi Bersani, che conferma quello che era chiaro a tutti fin dal principio: "Mica io volevo far l’alleanza con Grillo, son mica matto", ha detto chiaro e tondo parlando alla Festa dell'Unità a Cremona. 
Lui dal Movimento 5 Stelle pretendeva un atto di fede. Visto che i temibili grillini non hanno voluto votare un governo che avrebbe rimesso sugli scranni dei Ministeri gente come Veltroni, D'Alema, Fioroni o la Bindi (chissà perché), allora sono tornati a fare l'alleanza con Silvio il banana. 
Tutto chiaro e lineare, direi. Se non la pensate così è perché non capite nulla di politica, ovvio.

martedì 4 giugno 2013

Grillo e i giornalisti: come si fa a dargli torto?

Beppe Grillo non è uno con cui si possa fare un ragionamento. E' come il pazzo profeta dell'etere di Quinto Potere, urla la sua incazzatura e basta e se ha buon gioco sull'opinione pubblica è perché ci azzecca spesso ad individuare quali possano essere gli obiettivi dei suoi strali. Quando insulta i giornalisti dicendo che sono peggio dei politici e caccia via dalla piazza le telecamere della Rai ha sicuramente torto per il modo in cui pone la questione, ma come si fa a non dargli ragione sulla sostanza delle sue affermazioni?
Chi si straccia le vesti perché il comico non vuole essere ripreso in ogni istante della sua vita, non ricorda (o non vuole ricordare) le centinaia di politici che hanno allontanato in malo modo telecamere e cronisti, spesso facendoli pestare da scorte formate da autentici picchiatori selezionati tra le forze dell'ordine se non quando li pestavano direttamente loro (vedi il mitico balilla Ignazio La Russa, che dava i calci come un ragazzino dell'asilo).