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venerdì 2 agosto 2013

Silvio condannato, ora cosa accetterà il Pd per tenerlo a galla?

Niente. Salvarlo era impossibile. Ce l'avevano fatto credere il Presidente-Re, i suoi avvocati che ha coperto d'oro nonostante sapessero benissimo che questa era la fine prevista. D'altra parte in Italia un delinquente come lui non c'è mai stato, nel senso che quelli peggiori sono finiti tutti in galera o sono fuggiti all'estero molto prima di lui. Per arrivare fin qui, forse gli sarebbe bastato qualche avvocaticchio d'ufficio, non i principi del Foro, avrebbe risparmiato un sacco di soldi da poter spendere con tutte le prostitute-lolite di suo gradimento. E invece, vent'anni di sacrici e questo è il ringraziamento...
L'inizio della fine? Non disperate, amici ed esercito di Silvio. Perché in pista c'è ancora il Pd.

giovedì 18 luglio 2013

L'eterno "soccorso rosso": il Pd digerisce anche Alfano

"Domani votiamo no alla richiesta di sfiducia nei confronti del ministro dell'Interno, Angelino Alfano e lo faremo con una dichiarazione motivata da parte del capogruppo al Senato. Il nostro è un voto che parla da solo". 
Guglielmo Epifani, ex socialista craxiano riciclatosi grazie alla Cgil, ha ragione. Il voto con cui il gruppo del Pd al Senato ha confermato l'intenzione di salvare il segretario del Pdl, ministro dell'Interno e vice presidente del Consiglio che ha esposto l'Italia a una ignobile figuraccia a livello mondiale, parla davvero da solo. Racconta di un partito allo sbando, succube di ogni esternazione di un ottuagenario invecchiato male e preda dei tatticismi che lo hanno portato a inanellare una sconfitta dopo l'altra. Qualcuno ne invochi l'eutanasia, subito.
Sipario.

lunedì 20 maggio 2013

Il Pd e la sua schizofrenia politica: non se la sentono di farlo con Berlusconi e rendono ineleggibile Grillo

"Destra e sinistra sono uguali". Di solito se sentite pronunciare una frase del genere vuol dire che il vostro interlocutore è di destra e un pochino se ne vergogna pure. Ma è da molto ormai che quello che un tempo sarebbe stato tacciato, giustamente di qualunquismo, ha trovato degnissima legittimazione.
Cosa pensare infatti di un partito che sotto gli occhi dei suoi attoniti milioni di persone si sta lentamente trasformando in una formazione di centro, neanche troppo progressista?
Attualmente le macerie del partito voluto da Veltroni hanno prodotto Enrico Letta, un Presidente del Consiglio orgogliosamente democristiano e addirittura un po' filoandreottiano, un segretario reggente ex socialista dei tempi di Craxi, Guglielmo Epifani, che non scende in piazza con la Fiom perché lui vuole "rappresentare tutti" (tutti chi?), i futuri candidati alla segreteria che includono un altro democristiano doc come Matteo Renzi e il "banchiere" Sergio Chiamparino, uomo di riferimento della Fiat. 
Scelte imbarazzanti.