Non mi era mai capitato di imbattermi in Alberto Bagnai, che invece scopro essere un professore universitario molto seguito e presente in rete. Di solito mi tengo alla larga da quelli che ancora hanno la presunzione di avere delle risposte per il funzionamento di un sistema, quello capitalistico, che fa degli squilibri e dello sfruttamento la sua unica ragione di esistere. Il personaggio in questione, parecchio borioso, è di quelli che vedono nell'euro la causa di tutti i mali, l'odiosa moneta unica di un'Europa che non ci ama, anzi ci schifa parecchio e ci ha messo i bastoni fra le ruote dopo decenni in cui abbiamo salvato le chiappe solo perché potevamo liberamente stampare moneta. Una parrocchia la sua che, di fronte all'evidente fallimento di un'intera classe politica, ma soprattutto dirigente, si va allargando a dismisura.
Al di là delle considerazioni tecniche, sulle quali si potrebbe stare a discutere per ore, sul suo blog il compiaciuto professore se la prende con la schiera di coloro che accusano la casta, gli sprechi, la corruzione, gli scarsi investimenti sulla scuola, le ruberie diffuse e gli stipendi vertiginosi di funzionari pubblici senza vergogna, sostenendo che tutto questo "è deprecabile" ma in fondo non essenziale.
