mercoledì 14 ottobre 2015

Cene e scontrini, come ai tempi di Craxi la stampa italiana al servizio del potente di turno

Se fosse vivo nel suo esilio da pluripregiudicato di Hammamet, Bettino Craxi sarebbe furibondo. Il suo personale disegno di stravolgere la costituzione, facendo a pezzi i sindacati e i partiti di sinistra, per consentire agli affaristi di guadagnare sempre più soldi (e girarne una cospicua parte nelle sue tasche) sta trovando finalmente una realizzazione grazie alle "riforme" inventate da un Primo Ministro abusivo, un impresentabile e un ex Presidente della Repubblica, che in fondo di Craxi era un gran sodale. Naturalmente, oggi come allora, un ruolo importante lo gioca la stampa, ancora una volta genuflessa. 

venerdì 9 ottobre 2015

Marino e l'indice di ricattabilità di chi fa politica: dopo il clown riparte il saccheggio di Roma

Fra le poche cose intelligenti e soprattutto vere pronunciate da Giuliano Ferrara, c'è quella secondo la quale per fare politica bisogna essere ricattabili. Altrimenti il sistema non ti ammette fin dall'inizio e il caso di Ignazio Marino sembra confermare questa teoria. Il chirurgo marziano era solo vagamente onesto e capace, ma estremamente narcisista, uomo di D'Alema e alla fine anche incredibilmente stupido. Per questo quella banda che è diventata il Pd fin dai tempi della sua fondazione lo ha accettato come candidato dell'ultima ora per il Campidoglio: non aveva nessuno e, ancora meglio, sapeva di potergli sfilare lo scettro di mano a comando come e quando avesse voluto. Sono stati due anni di stillicidio, in cui la stampa e il web hanno fatto a gara a chi la sparava più grossa contro il povero Ignazio, imputandogli qualsiasi nefandezza. Giornali che fanno l'interesse dei vecchi palazzinari romani e che magari prima hanno appoggiato la giunta di Gianni Alemanno, che ricordiamolo sempre, rischia un processo per corruzione (prendeva lui i soldi della Coop di Buzzi) ed è tuttora indagato per associazione mafiosa. Contro il "Nerone della destra sociale" bastava un volto un po' meno trucido e un nome meno sputtanato per vincere ed ecco la soluzione: l'allegro chirurgo Ignazio, il clown giusto al posto giusto, al momento giusto. 

mercoledì 7 ottobre 2015

All'armi siam renzisti: emergenza Isis, le bombe della Pinotti contro Padoan

La cosa l'ha buttata lì il Corriere della Sera. L'Italia sarebbe pronta a partecipare ai bombardamenti in Iraq contro i presunti obiettivi dei terroristi dell'Isis, magari anche bypassando l'approvazione del Parlamento. I nostri valorosi Tornado, non si sa bene se su richiesta degli Stati Uniti o meno, passerebbero da ricognitori a bombaroli nel nome della Santa Alleanza contro Daesh, il nome arabo dei tagliagole del Califfo nero. La ministra della Difesa, Roberta Pinotti, dopo aver incontrato a Sigonella il nuovo capo del Pentagono, ci fa sapere che il governo italiano condivide la posizione degli alleati che fanno parte della coalizione anti Isis in Iraq sulla necessità di potenziare gli sforzi nella guerra, ma che ancora non ha preso una decisione, altrimenti - che diamine - ne avrebbe informato il Parlamento.
Anche la guerra, ai tempi di Matteo Renzi, prende delle pieghe grottesche e ridicole.

lunedì 5 ottobre 2015

Peggio della sinistra c'è solo la destra: la fine indecorosa dei post-fascisti berlusconizzati

Intrighi sottobanco, saluti romani, boia chi molla e grida di venduti. E' il caravanserraglio di quel che resta della destra italiana dopo il passaggio di Silvio Berlusconi: in campo sono rimaste solo figure ridicole pronte ad accoltellarsi per mettere le mani sul prezioso patrimonio ereditario della defunta Alleanza nazionale e dell'ultradefunto Msi. Si tratta di 180 milioni in immobili e 60 milioni in conti correnti, che nel fine settimana all'hotel Midas di Roma (dove un tempo teneva banco Bettino Craxi) i reduci del post fascismo hanno cercato di contendersi assieme all'utilizzo del simbolo. 

venerdì 2 ottobre 2015

Marino: un asino in mezzo ai suoni alle prese con la grande cupidigia della destra e del Papa

Il sindaco di Roma ha dimostrato di non essere propriamente un fulmine di guerra ed è diventato da mesi il bersaglio preferito dei soliti noti saccheggiatori di Roma, dai palazzinari alla destra paramafiosa, dagli affaristi delle cooperative (rosse, nere, a colori) fino naturalmente ai preti. Per quanto non sembri sempre presente a se stesso, Ignazio Marino, è uscito sostanzialmente indenne dalle indagini di Mafia Capitale, che hanno invece rivelato come gli entourage dei due sindaci precedenti, Veltroni e Alemanno, fossero con le mani in pasta fino ai gomiti. Ma la sua ansia da prestazione, nel tentativo di accreditarsi come bravo cattolico (un morbo che in passato aveva già rovinato il povero Rutelli), lo sta definitivamente rovinando. 
Il Papa dal volto buono, infatti, gli ha tirato un vero scherzo da prete. A metà marzo, nel pieno della bufera delle indagini sul Cecato e i suoi degni compari e con i giornali che traboccavano di storie di episodi di corruzione che avevano di certo investito anche il mondo cattolico, il pampa Bergoglio ha annunciato a sorpresa un Giubileo straordinario, così, come ai vecchi tempi, quando Roma era "cosa loro". 


lunedì 19 gennaio 2015

Il Vaticano e l'evangelizzazione: lo strabismo di Bergoglio fra Romero e Junipero Serra

In molti sui giornali italiani hanno suonato la grancassa alla notizia che il papa argentino ha finalmente deciso di sbloccare la causa di beatificazione di Monsignor Romero, uno dei pochi autentici martiri cristiani, isolato dalla Chiesa Cattolica e ucciso da militari al soldo di un regime dittatoriale sostenuto apertamente da Stati Uniti e alte autorità ecclesiastiche. Pare che l'annuncio sarà dato il 14 febbraio, ma chissà poi se è vero, visto che il monsignore salvadoregno è ancora considerato un mezzo comunista dalle parti di Oltretevere. Sono bastate poche indiscrezioni, peraltro come al solito non confermate per spingere autorevoli commentatori a battere forte forte le manine. La cosa più ridicola è che pare che la causa si sia smossa perché i "teologi" hanno riconosciuto che il monsignore è stato ucciso in odium fidei, cioé perché era cristiano. Ovviamente è una stupidaggine colossale. 

venerdì 16 gennaio 2015

Volontarie italiane liberate e marò: la cristianissima simpatia per i lupi

L'odore del sangue trasforma tutti quanti in iene. Nessuno capisce quasi niente del terrorismo islamico, della diplomazia internazionale o di religione, ma sarebbero tutti pronti a fare la guerra, come chiese Oriana Fallaci scrivendo dal suo lussuoso attico a Manhattan. La guerra l'abbiamo fatta fin troppo, non è servita a nulla, come ammettono candidamente anche coloro che l'hanno promossa, ed è servita solo a far peggiorare la situazione. Poco importa se i principali finanziatori del terrorismo internazionale siano i sauditi, ovvero i migliori alleati degli americani e degli inglesi, c'è sempre qualche politologo d'accatto pronto a gridare allo scandalo perché si è pagato un riscatto per la liberazione di due ragazze e poi magari si dimentica che gli "amici dei terroristi" si sono recentemente comprati quasi la metà della nostra compagnia di bandiera.