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lunedì 2 novembre 2015

E' ufficiale, lo Stato regala anche i suoi soldi dell'8 per mille al Vaticano

Basterebbe essere come la Spagna, paese cattolico come noi, e il Vaticano incasserebbe la metà del miliardo di euro che attualmente si mette in tasca, mentre la fiscalità generale (ovvero noi che versiamo le tasse) risparmierebbe circa 600 milioni di euro. A dirlo non sono quei cattivoni degli atei, anarchici, miscredenti, gufi e sodomiti, ma la Corte dei Conti, che oggi ha duramente criticato la gestione dei fondi derivanti dalla destinazione dell'otto per mille da parte dello Stato. Quest'ultimo, completamente disinteressato della scelta fatta dai milioni di cittadini che decidono di assegnargli i soldi per le opere di beneficenza invece di farli finire nel pozzo dei quattrini dissipati dai preti, regala ingenti somme alle organizzazioni religiose. 

lunedì 19 gennaio 2015

Il Vaticano e l'evangelizzazione: lo strabismo di Bergoglio fra Romero e Junipero Serra

In molti sui giornali italiani hanno suonato la grancassa alla notizia che il papa argentino ha finalmente deciso di sbloccare la causa di beatificazione di Monsignor Romero, uno dei pochi autentici martiri cristiani, isolato dalla Chiesa Cattolica e ucciso da militari al soldo di un regime dittatoriale sostenuto apertamente da Stati Uniti e alte autorità ecclesiastiche. Pare che l'annuncio sarà dato il 14 febbraio, ma chissà poi se è vero, visto che il monsignore salvadoregno è ancora considerato un mezzo comunista dalle parti di Oltretevere. Sono bastate poche indiscrezioni, peraltro come al solito non confermate per spingere autorevoli commentatori a battere forte forte le manine. La cosa più ridicola è che pare che la causa si sia smossa perché i "teologi" hanno riconosciuto che il monsignore è stato ucciso in odium fidei, cioé perché era cristiano. Ovviamente è una stupidaggine colossale. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Il nuovo corso di papa Francesco? Sui preti pedofili sono ancora tutti ratzingeriani

Il nuovo corso di papa Francesco che tanto appassiona i nostri intellettuali di diversa bandiera è molto al di là da venire, ammesso che il buon Bergoglio non sia come vuole la tradizione gesuita, un abile imbonitore fedele alla linea. Un bell'esempio è venuto oggi dal rapporto della Commissione Onu che si occupa dei diritti dell'infanzia, nel quale si accusa la Santa Sede di aver permesso ai suoi preti di abusare sessualmente di decine di migliaia di bambini e ragazzi e si chiede “l’immediata rimozione” dei responsabili di quegli atti, che dovrebbero essere “consegnati” alle autorità civili, oltre all’apertura degli archivi sui pedofili e sugli uomini di chiesa che hanno coperto i loro crimini. 
Niente di nuovo, si dirà. Il fatto che la Chiesa abbia coperto per anni simili sconcezze, sottraendo a pesanti pene carcerarie personaggi che definire mostri è anche un eufemismo, era noto da tempo. Il problema è casomai accettarlo, estirpare le mele marce e magari, con tutti i soldi che si hanno a disposizione, pagare anche i danni alle vittime.
Uno pensa, mo' c'è papa Francesco, vedrai che gli fa ai preti pedofili. 
E invece dal Vaticano arriva una risposta stupefacente. Siccome le Nazioni Unite hanno contestato al Papa una violazione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, la Santa Sede ha risposto in un comunicato che quello dell'Onu è "un tentativo di interferire nell'insegnamento della Chiesa Cattolica". 
Davvero, hanno scritto questo. Direi che ogni ulteriore commento su quali siano gli insegnamenti della Chiesa Cattolica diventa superfluo.

martedì 12 novembre 2013

Il Papa vuole gettare i cattolici corrotti in mare: sarà una strage

I “cristiani e i preti corrotti” sono "una putredine verniciata" e “meritano di essere gettati nel mare con una macina al collo”. Deve essere un metodo consolidato lì in Argentina, visto che la battuta - a dire il vero poco felice - è di papa Bergoglio, che con parole da catechismo per la comunione ha lanciato i suoi strali contro la corruzione. Per carità, era ora che qualcuno ci pensasse lì dall'altra parte del Tevere. Ma qui si rischia la strage. 
La Chiesa si abbevera alla fonte della corruzione da sempre. I soldi sporchi sono il pane quotidiano in Vaticano fin dai secoli bui, con una lunga sequela di delinquenti e banditi che si sono avvicendati al Soglio Pontificio. Senza tornare ai Borgia o a Bonifacio VIII, basta dare un'occhiata a come funzionano certe istituzioni cattoliche, dallo Ior (sui conti del quale è passato di tutto, compresa la madre di tutte le tangenti), all'Apsa (che gestisce senza controlli un patrimonio immobiliare ricchissimo frutto delle ruberie di secoli), dagli ospedali alle scuole, per capire che il marcio della corruzione è imperante. Uno scandalo continuo, che sembra non avere mai fine, con eterne promesse di fare pulizia che vengono continuamente disattese. 
Hai voglia a gettare gente in mare. 

giovedì 5 settembre 2013

La Chiesa all'origine di scambi e favori politici. Tutto per non pagare le tasse

Quando un paio di anni fa è cominciata a rimontare la polemica sulla banca del Vaticano, che non aderiva alle norme antiriciclaggio internazionali, e sul mancato pagamento dell'Ici da parte delle strutture ecclesiastiche, contestato come aiuto di Stato dalla Commissione Europea, tutti quelli che osavano parlarne venivano bollati come anticlericali pieni di pregiudizi. Quando il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi dava fuori di matto facendo rabbrividire tutti con le sue teorie economiche a favore della guerra e finendo anche indagato (sempre per riciclaggio), qualcuno aveva pensato di toglierselo dai piedi sostenendo una sua possibile infermità mentale. Molti politici, di entrambi gli schieramenti (poi dice che uno alle elezioni se ne resta a casa), continuano ad accreditare la tesi secondo la quale papa Ratzinger aveva avviato una rivoluzione all'interno dello Ior nominando il manager cattolico, ma scontrandosi con le temibili lobby vaticane, che più che gay sono molto amanti del potere. 
Ecco. 
Oggi viene fuori che Gotti Tedeschi non era affatto un matto e che non era stato messo lì per riformare un beneamato piffero, ma solo per trattare con i politici - con i quali aveva rapporti diretti - su questioni essenziali per la Chiesa cattolica. L'unica questione essenziale, anzi. 
I soldi. 
L'eccentrico presidente dell'Istituto conservava tutto: migliaia di mail e appunti riservati di corrispondenza con tanta bella gente, dai cardinali ai ministri, ai banchieri, ai parlamentari e, naturalmente, il Papa in persona. Trattava su tutto, preferibilmente con i parlamentari del Pdl da una parte (Angelino Alfano, Giulio Tremonti, e Alfredo Mantovano) e Tarcisio Bertone, Angelo Bagnasco e Benedetto XVI dall'altra parte. Girandole di favori, perfino un intervento sollecitato alla Cei sul biotestamento, in cambio della garanzia che dalle casse di mamma Chiesa non sarebbe uscito un euro. I preti mettevano bocca sulla nomine in Rai, sull'appoggio al governo Monti, su come aggirare le imposizioni dell'Unione Europea e battevano cassa, subito accontentati dal prodigo ministro banchiere Corrado Passera, per salvare il San Raffaele di don Verzè, il prete spretato amico di Berlusconi, che in vita ha collezionato una lunga serie di condanne per truffa, corruzione, abusi edilizi, perfino ricettazione di quadri rubati, ma c'è ancora chi pensa che sia stato un benefattore.
Ora l'archivio del matto, quello che diceva che per combattere la crisi economica bisogna fare più figli (davvero un fine economista, peccato che non ci siano più le piantagioni di cotone), sequestrato lo scorso anno nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio bancario, non è più segreto.
C'è scritto nero su bianco quello che molti di noi sapevano da molto tempo. La Chiesa cattolica italiana è uno dei tumori maligni di questo paese. E con papa Francesco e il prode Enrico Letta non pagherà neanche l'Imu. 
Alleluia.

venerdì 14 giugno 2013

Sesso in Vaticano: un'altra grana per il "pampa" Bergoglio. Arriva la temibile lobby gay

Troppo noiose le vicende politiche del periodo per aver voglia anche di commentarle. La vittoria dei candidati del centrosinistra alle amministrative, ottenuta in aperta opposizione a quelli del centrodestra che hanno visto crollare i loro consensi, non ha insegnato molto. Quindi il governo va avanti felice, sostenuto da praticamente tutta la stampa, malgrado sia costretto a rimangiarsi un sacco di balle promesse scatenando la furia di Silvio. 
Meglio farsi due risate con il Vaticano, che cambiato il monarca è come al solito alle prese con migliaia di beghe apparentemente pensate apposta per i libri di genere che hanno fatto la fortuna di qualche casa editrice. 
Dopo gli scandali della pedofilia, lo Ior, il corvo e VatiLeaks, ecco che arriva la temibile lobby gay. Parola di papa Francesco, che dopo un paio di bicchieri di troppo si è sfogato con gli amici della Conferenza latinoamericana. La presenza di questa spaventosa associazione segreta sarebbe anche all'origine delle premature e storiche dimissioni di Benedetto XVI, scioccato da cotanta profanazione.
La verità? 
Il solito verminaio. Gli alti prelati che reclutano giovani ragazzini allo sbando e se ne approfittano per pochi spiccioli. Qualcuno i soldi per le marchette li prende addirittura dalle cassette delle offerte, se ne occupa la polizia, tutti lo vengono a sapere, ma il pezzo grosso non viene cacciato, solo trasferito a una parrocchia addirittura più grande. 
Dicono che la lobby gay li protegge. Ma è una palese bugia, visto che si sono comportati nello stesso modo quando qualche sacerdote stuprava le ragazzine. Come al solito, i mostri sono "gay". Quelli normali, beh... quelli normali magari non si fanno neanche preti.