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giovedì 28 novembre 2013

Berlusconi, papa Francesco gli telefoni. Gli amici si vedono nel momento del bisogno

Alla faccia del corto circuito mediatico, nel caravanserraglio che ha fatto da contorno alla decadenza di Silvio Berlusconi si tenta l'ultima carta: l'appello a papa Bergoglio, che hai visto mai magari una telefonata a Palazzo Grazioli ci scappa. La patetica figura della fidanzata del boss, intervistata nientepopodimeno che dal Corriere della Sera, che l'ha resa protagonista della politica insieme a quello sgorbio del cane Dudù, la spara grossissima: "Lancio un appello a papa Francesco. Un appello affinché mi riceva e ascolti la storia di Berlusconi. La grazia? Avevo pensato di scriverla io, la lettera. Anche i figli erano d’accordo. Avevo pensato di andare al Quirinale da Napolitano. Poi ho capito che avrei trovato le porte chiuse", dice l'ex succhiatrice di calippo Francesca Pascale affranta dal destino cinico e baro. Mannaggia alla legge Severino e a chi l'ha pensata. "Il primo sbaglio, ancora prima della sinistra, l’ha fatto il Pdl. Maledetto il giorno in cui l’hanno approvata, quella norma".
Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che un giorno anche il padrone d'Italia avrebbe dovuto rispettare una legge. Roba da non credere. 
Però il Papa faccia davvero qualcosa. Nessuno è stato fedele al Vaticano come Silvio e i suoi sodali, anche quelli a fasi alterne. Degli amici e benefattori bisogna ricordarsi, anche e soprattutto nel momento del bisogno.
 

mercoledì 4 settembre 2013

I campioni del Pd (6): il ritorno del garantista Violante

"Berlusconi (...) sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo, che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta. A parte questo, la questione è un'altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni... Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte".
Ecco, per chi non lo sapesse questa frase non è stata pronunciata da un comico. L'ha detta lui, l'incredibile Luciano Violante, in un intervento alla Camera pronunciato undici anni fa. Nonostante questa confessione che risale a quando il tumore Berlusconi non era ancora diventato metastasi, in giro c'è ancora qualcuno che pensa che votare per il Partito Democratico sia il modo migliore per contrastare l'evasore fiscale di Arcore.