Gli occupati sono per l'80% donne precarie, malpagate, costrette a organizzare la loro vita attorno
alle esigenze del supermercato, ad andare in bagno a comando, a sorridere in modo adeguato ai clienti per avere qualche mancia (leggi contratto integrativo). C'è gente che in 12 anni ha collezionato 27 contratti diversi per poi essere trasferito a 100 chilometri da casa e poi, reparti punitivi, licenziamenti di persone dopo cinque o sei anni di contratto, precettazione dei dipendenti in sciopero, antisindacalismo stile anni settanta, con delegati sindacali trasferiti o demansionati, fino alla schedatura fotografica per chi aderisce a iniziative di sciopero.
Non è il Bangladesh, nè il Pakistan, nè la Cina: è il magico mondo delle Coop, quelle rosse, quelle legate ai rottami del Pci e a quel che resta della Cgil, quelle da cui proviene il nuovo ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, quelle che meglio di tutti incarnano il renzismo (ovvero la destra liberista che si traveste da riformatrice progressista).


