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giovedì 31 ottobre 2013

Un paese senza lavoro e senza governo, ma ci resta il Bunga Bunga

Un paese senza lavoro e senza governo. Perlomeno senza un governo credibile. Chi infatti si fiderebbe ancora di un'ammucchiata così indegna da risultare addirittura ridicola? Nessuno, a meno che non sia in mala fede. E in mala fede sono tutti coloro che continuano a sostenere l'esecutivo del Letta minore. Mentre tutta Italia dipende ancora dalle bizze di un anziano puttaniere ("Finchè c'è Silvio c'è Bunga Bunga", ha dichiarato ieri una delle ragazze pagate a peso d'oro da Berlusconi, rassicurando un po' tutti) e le telecamere vengono puntate sul suo nuovo ometto di fiducia Raffaele Fitto (un campioncino che in linea con l'attitudine del partito si è già beccato una condanna a quattro anni in primo grado ed è sfuggito in passato agli arresti solo grazie al fatto che i suoi amici di tutti i partiti hanno respinto alla Camera la richiesta dei magistrati), l'Istat certifica per l'ennesima volta il dramma in cui stiamo vivendo. 
Il tasso di disoccupazione a settembre ha segnato un nuovo record raggiungendo il 12,5%  in rialzo di 0,1 punti percentuali su agosto e di 1,6 punti su base annua. E' il valore più alto dal 1977 (!)  ed è aggravato dal dato sui giovani fra i 15 e i 24 anni), dove la disoccupazione è arrivata al 40,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali su agosto e di 4,4 su base annua. 
Economisti e osservatori prezzolati dal grande capitale fanno spallucce e sostengono con la consueta faccia di bronzo che i segnali di ripresa economica (che si baserebbero sulla "fiducia" delle imprese, pensate un po')
hanno bisogno di più tempo per trasferirsi sul mercato del lavoro.
Ma è una grassa bugia.  Perché il sistema è stato esattamente concepito per raggiungere i risultati opposti: la massimalizzazione dei profitti a danno dei posti di lavoro. Questo è il paese delle grandi intese, pochi furbetti alla guida del treno e vagoni e vagoni di poveri illusi e ignoranti, travolti da promesse elettorali e attirati come mosche sulla merda da nani, ballerine, presidenti e banchieri ottuagenari.

mercoledì 15 maggio 2013

Spende 30 milioni per il bunga-bunga, un italiano su quattro lo vota lo stesso

Alle ultime elezioni più di un italiano su quattro (esattamente il 29,1%) ha dato la sua fiducia a un uomo, che oltre ad aver accumulato nella sua vita condanne che senza le leggi su indulti, prescrizioni e legittimi impedimenti, lo avrebbero portato ai livelli di Totò Riina, è così poco intelligente che ha speso trenta milioni per comprare il silenzio di un gruppo di prostitute che portava abitualmente dentro casa sua e i relativi pappa. 
Tutto questo la dovrebbe dire lunga sulle ragioni della crisi che attanaglia questo paese, dove i servi del padrone cavalcano politicamente i gesti disperati di gente alla canna del gas, mentre la loro "bandiera" paga 2.500 euro al mese a 42 ragazze, ad alcune salda anche affitto e bollette, altre ottengono contratti in Mediaset, sostanziosi bonifici bancari e regalìe varie.