Visualizzazione post con etichetta grazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grazia. Mostra tutti i post

martedì 6 agosto 2013

Non disturbate il Presidente, sta studiando come rendere "agibile" l'abusivo

Falchi, colombe e giornali che tifano da sempre per l'inciucio in nome del sacro motto dell'italica specie, "o Franza o Spagna, basta che se magna", non disturbino il Presidente. Ci vuole concentrazione per trovare una scusa per rendere "agibile" (questa la formidabile richiesta dei suoi) il numero uno degli abusivi italiani e tutte queste pressioni non fanno bene. Di grazia non se ne parla, bisogna ricorrere a una bella leggina, magari facendola passare per un provvedimento svuota-carceri, oppure a un salvacondotto ad personam che a Silvio Berlusconi conservi perlomeno il seggio in Senato.  
"Il Presidente si augura che non si eserciti su di lui, attraverso interpretazioni infondate e commenti intempestivi, una intrusione in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità", manda a dire re Giorgio. 
Il fatto che semplicemente prenda in considerazione, anche con "ponderazione e serenità", di far finire nel cestino della carta straccia il concetto che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, la dice lunga su di lui, ma anche sul momento storico che stiamo vivendo, schiacciati da figure istituzionali al limite dell'eversione. 
Chissà le balle che inventeranno per mettere in atto lo scempio.

lunedì 5 agosto 2013

Dopo la condanna, il comizietto, i ricatti, non sarebbe il caso di mandare i carabinieri?

Dovrebbe essere chiaro a tutti, almeno quelli che non sono sul libro paga di qualche potente corrotto e corruttore, che in Italia non esiste un vero garante della legalità. E che la giustizia resta la cosa più classista di questo paese, rendendolo l'unico al mondo dove sembra ancora avere senso il comunismo. Non la garantiscono le forze dell'ordine, che agiscono solo su mandato specifico (magari arrestando una donna e una bambina trattandole come delinquenti oppure decidendo di non arrestare un boss mafioso preferendo passare per scemi piuttosto che per collusi). Non la garantisce la magistratura, che a differenza di quello che pensa Silvio Berlusconi, applica delle leggi che sono state fatte apposta per evitare la galera ai colletti bianchi e per far finire dentro i poveri cristi. Figuriamoci se la garantisce il Quirinale, dove ormai vanno in processione amici e stipendiati di un noto pregiudicato, a invocarne la grazia (!!), dopo che l'inquilino del Colle (lo so, fa ridere, ma è una delle figure retoriche prefererite dai giornalisti che seguono il Re) è stato il principale sponsor di un governo appeso alle bizze di un evasore fiscale in preda a una crisi di nervi.
La giustizia, diceva Proudhon, è la legge del progresso. Ecco, diciamo che da noi questo progresso è passato senza lasciare troppe tracce.  Dopo una condanna definitiva, altri 3-4 processi in corso, il comizietto abusivo dal palco abusivo per una manifestazione abusiva con un migliaio di figuranti pagati, i continui ricatti al governo del nipote del suo faccendiere preferito, non sarebbe il caso di mandare i carabinieri, porre fine a questo scempio e portarlo via come Pinocchio? Oppure sono bravi solo a manganellare le teste di studenti e operai?

sabato 3 agosto 2013

"Guerra civile!". E arrivò il momento degli scolapasta in testa

E alla fine il momento degli scolapasta in testa è arrivato. Mentre il grande capo fugge da Roma insieme alla figlia Marina (ma senza più il passaporto) i suoi sobri sostenitori, dentro e fuori il Parlamento, danno fuori di matto sotto la calura estiva. Il meno lucido è il redivivo Sandro Bondi, che dopo anni di silenzio al quale lo avevano ridotto è esploso in un'esternazione degna dei vecchi tempi, vagheggiando il rischio di una guerra civile. Più morbido, ma non per questo molto più in sè il buon Renato Brunetta, che invoca un incontro con Napolitano perché, testuale, "non è possibile pensare di privare della libertà  politica, il leader del maggior partito italiano, ne va della democrazia" (roba da Repubblica delle banane). 
L'ex compagno di Silvio nella Loggia P2, Fabrizio Cicchitto, invoca "un intervento pacificatore del presidente della Repubblica, nell'ambito dei suoi poteri istituzionali", così, senza neanche arrossire un po', mentre Daniela Santanché appare in tv e confessa: "Siamo tutti Berlusconi, abbiamo tutti la sua faccia", anche se non avevamo alcun dubbio. 
Domani, sfidando la chiusura dei Fori Imperiali voluta dal sindaco Marino, i berluscones si ritroveranno tutti insieme a via del Plebiscito per una "imponente manifestazione" (la scelta della strada sotto il palazzo del bunga-bunga, non esattamente piazza del Popolo, indica che l'attesa di partecipazione popolare non deve essere un granché). Intanto su Internet parte la petizione on-line per chiedere la grazia per Silvio, anche se il suo esercito passerà alla storia della rete come esempio mirabolante di "epic fail" (un po' ingiustamente però, visto che la stessa cazzata l'hanno fatta almeno due o tre agenzie di stampa, dove farebbero meglio a leggere qualche giornale ogni tanto prima di spacciarsi per esperti).
Todos listos por la revolucion? Dai, dopo che si è toccato il fondo si può sempre scavare.