Io non credo che in un paese normale il Capo dello Stato riceverebbe presso la sua sede istituzionale un uomo pluricondannato per reati di vario genere (sia pure in primo grado) e sfuggito a una decina di sentenze definitive grazie a prescrizioni, depenalizzazioni e amnistie. Invece da noi succede, con Silvio Berlusconi salito ieri al Quirinale per un incontro faccia a faccia con uno dei suoi grandi sostenitori, forse l'unico vero fan, il Presidente.
Napolitano lo ha tenuto a galla quando dalla maggioranza uscì Gianfranco Fini, rinviando il voto di fiducia e concedendogli il tempo necessario per comperarsi un po' di parlamentari. Lo ha salvato dalla sconfitta elettorale convincendo quei beoti del Pd a votare per un anno e mezzo le riforme dei tecnici (ce ne fosse stata una che abbia funzionato...) del governicchio dell'omino con il loden, lo ha sottratto al plotone di esecuzione non affidando un incarico pieno a Bersani e operando per il "grande inciucio" (che ha finito con il tenere anche lui in sella).
Ieri lo ha invitato per un tè e qualche biscottino, per fargli capire che lui non è come quei brutti cattivoni di comunisti che ancora si annidano nel Pd e per dimostrare a voi sudditi che, in fondo, il Caimano puttaniere, corruttore, evasore, mafiosetto, compratore di deputati, magistrati e sentenze, è tutt'altro che impresentabile.
Ovvio. Nel nostro paese, assai poco normale, queste sono le eccellenze.
