Non so se tutti i post (non i commenti) che compaiono sul blog di Beppe Grillo siano visionati o meno dal comico genovese, ma di certo alcuni di questi sono stati un utilissimo diversivo per il governo, per i partiti e per gli astri nascenti giovani ma già invecchiatissimi del caravanserraglio della politica italiana. Certe uscite sui giornalisti, per esempio, sono servite solo a concedere cinque minuti di popolarità ad emeriti carneadi, tuttologi della domenica, o tromboni rintronati come Alberoni, per quanto molto ben pagati. E l'ultima su Laura Boldrini è stata davvero una sciocchezza imperdonabile.
Ora sono tutti felici e contenti di poter gridare al "fascismo", allo "squadrismo", al "potenziale stupratore", al "pestaggio mediatico" e via così, con tutte quelle facce sdegnate per le quali si sono allenati allo specchio quasi tutte le sere.
I cattivi grillini ostacolano la democrazia. Poffarbacco.
Fra un'indignazione e l'altra, intanto, la Ue ci ricorda che tipo di democrazia è la nostra: la corruzione qui da noi vale 60 miliardi di euro l'anno, pari al 4% del pil e alla metà dell'intero valore della corruzione nei 28 paesi membri dell'Unione. Non solo, ma la Commissione ricorda le leggi "ad personam" che hanno favorito i politici nei processi giudiziari contro di loro e l'indegno sistema del finanziamento ai partiti.
Che pacchia il blog di Grillo per una mummia come Enrico Letta, attualmente in tour con il cappello in mano nei paesi arabi. Un paio di cazzate e... puf! Si dimenticano tutta la sua inadeguatezza, i suoi clamorosi insuccessi e i suoi conflitti di interessi, visto che lì ce lo hanno messo lo zio e il Pregiudicato d'Italia.
