Chissà se c'è davvero il dottor Sottile dietro la bizzarra decisione della Corte Costituzionale, che a gennaio non ha ammesso il referendum che avrebbe abolito completamente la legge elettorale porcata (fra gli applausi del Quirinale), poi, dopo qualche mese e qualche innesto ad hoc, ne dichiara illegittime solo alcune parti, facendo ripiombare il paese nell'incubo del proporzionale puro e probabilmente prolungando l'agonia del governo attuale.
Togliere dal "porcellum" il premio di maggioranza e le liste bloccate, significa tornare alle legge della Prima Repubblica, non al maggioritario come vorrebbe Beppe Grillo. E' il sogno di tutti i centristi inciucisti, da Enrico e Gianni Letta (entità più o meno unica di post-andreottiani), ad Angelino Alfano e Giorgio Napolitano, passando per tutti gli eletti nominati dalle segreterie dei partiti. E lascerà con tutta probabilità con il cerino acceso in mano il futuro segretario del Pd, Matteo Renzi, che infatti ieri era visibilmente un po' incazzato.

