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giovedì 14 novembre 2013

Militari italiani: finché c'è guerra c'è speranza per l'esercito di Pulcinella

Piazzisti d'armi mascherati da operatori umanitari, casta di superpagati e pieni di manie di grandezza, tanto retorici sul loro presunto ruolo sociale (pressocché inesistente, tranne quando qualcuno di loro scava poco e male sotto le macerie dell'ennesima tragedia ambietale) quanto cinici e pratici quando si tratta di maneggiare la vile pecunia e di fare lobby per conto dei grandi produttori di morte. Sono i militari italiani, che in questi giorni si ripropongono in tutto il loro splendore, grazie alla missione della portaerei Cavour che navigherà intorno all'Africa per 156 giorni facendo da "mercato viaggiante" del "made in Italy" delle armi da mettere in mostra davanti alle autorità dei vari paesi toccati durante il viaggio. La nave ammiraglia sarà accompagnata da altre tre navi e girerà attorno al Continente africano e alla Penisola Arabica. L'operazione è stata sponsorizzata dai nostri migliori fabbricanti di morte, come Finmeccanica, Fincantieri, Agusta Westland, Selex Es, Oto Melara Telespazio e il Gruppo Beretta, oltre alla Pirelli e alla Federlegno arredo (hai visto mai che qualche sceicco o leader tribale ha bisogno del parquet nuovo).

mercoledì 26 giugno 2013

F-35, il pacifismo del Pd è durato un paio di giorni

Sembravano strane certe dichiarazioni di esponenti del Pd, che indossata la maschera "di sinistra" avevano promesso fuoco e fiamme contro l'acquisto degli F-35. C'era addirittura qualcuno che aveva attaccato il ministro della Difesa, Mario Mauro, un cattolico un po' guerrafondaio secondo il quale per amare la pace, bisogna "armare" la pace. Una nuova versione della frase di Vegezio, si vis pacem para bellum, risalente alla fine del IV secolo dopo Cristo, guarda caso diventata il motto di un sacco di corpi militari e davvero poco elegante se pronunciata da un cattolico convinto.
Insomma, c'era la fregatura.
Nella originaria mozione dei democratici, si bloccava l'acquisizione degli F-35 rimandandola alla decisione del Parlamento. Invece è bastato aggiungere la parola "ulteriore" alla parola "acquisizione" e il gioco è perfettamente riuscito. 
Renato Brunetta ha cantato subito vittoria: “La mozione non prevede nessuna sospensione, quello che si deve verificare è un ulteriore impegno che deve passare per il Parlamento, sulla base della normativa esistente. Il programma F-35 è confermato, ma per tutte le ulteriori fasi serve una verifica parlamentare. Le ulteriori fasi sono quelle che non sono state ancora decise".
La maggioranza è salva, gli aeroplanini anche. E il Pd? Si piega ma non si spezza.

martedì 18 giugno 2013

Governo e militari? Piazzisti di armi all'italiana

Uno dei terreni sui quali si misurerà la consistenza o meno di una importante forza di sinistra in Italia sarà senz'altro quello dell'acquisto degli F-35. Il ministro della Difesa, il cattolicissimo Mario Mauro (ex Forza Italia riciclatosi con Monti), è un convinto sostenitore degli aeroplanini della statunitense Lockheed Martin, capaci di trasportare anche ordigni nucleari (chissà per conto di chi e contro chi). Nonostante il governo dei tecnici avesse pudicamente ridotto a 90 il numero degli esemplari da comprare, il ministro spera ancora che il Parlamento, con la sua bella maggioranza delle larghe intese, riporti "l'asticella" (così l'ha chiamata) ai 131 aerei dell'ordine originale. 
Come tutti i seguaci di Comunione e Liberazione, anche Mauro sembra molto più interessato agli affari che non allo spirito, figuriamoci al desiderio di pace e ovviamente giudica demagogica la posizione di parecchie illustri persone di orientamenti diversi che hanno firmato un appello per cancellare il contratto e destinare la mostruosa quantità di denaro ad altri scopi, tipo il lavoro e i giovani, tanto per ricordare quelli che avrebbero dovuto essere i principi ispiratori dell'attività del nuovo governo (nel suo discorso alle Camere il Letta minore aveva pronunciato queste parole con l'intonazione retorica tipica di chi sa che sta raccontando balle). 
Dove ha parlato il ministro Mauro? Al salone dell'aeronautica di Le Bourget, appuntamento internazionale al quale Finmeccanica invita i giornalisti ospitandoli (anche perché sennò nessuna testata seguirebbe mai una pacchianata del genere, salvo la stampa specializzata). Per chi non lo sapesse, Finmeccanica è la holding italiana che possiede aziende che operano in prevalenza nei settori della difesa e dell'aerospazio, fra cui l'Alenia (che partecipa alla costruzione degli F-35) e naturalmente, essendo prima di tutto italiani, il presidente e amministratore delegato di questo ben di dio è stato arrestato per corruzione internazionale.
I fiori all'occhiello della nostra industria che spingono politici e anche qualche sindacalista non molto lucido (tipo la Camusso) a difendere l'acquisto degli F-35 utilizzando la scusa dei posti di lavoro, anche se dai primi calcoli il ritorno del mostruoso investimento (che ancora non si capisce a quanto ammonti) non arriverà al 20%. 
A riprova di cosa si muova dietro questi giochini, domani in Consiglio dei Ministri si discuterà di un provvedimento inserito nel secondo pacchetto di norme per la semplificazione, una modifica al Codice dell’ordinamento militare che prevede che la Difesa possa “svolgere per conto di Stati esteri attività di supporto tecnico-amministrativo ovvero contrattuale per l’acquisizione di materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale”. Per il generale Fabio Mini, ex comandante della missione Nato in Kosovo, in questo modo si vuole "istituzionalizzare il ruolo della Difesa come trafficante di armi e piazzista estero al servizio di Finmeccanica, sdoganando il gigantesco conflitto di interessi tra apparato militare e industria bellica”.
Secondo Mini, questa attività dei generali italiani, una prassi già ampiamente consolidata, "viene ricompensata con importanti avanzamenti di carriera oppure con un pagamento differito sotto forma di importanti incarichi aziendali e ricchi contratti di consulenza una volta in pensione. Tutti i capi di stato maggiore sono ‘nominati’ da Finmeccanica, a volte perfino i ministri della Difesa, come dimostra il caso Di Paola". 
Il governo del fare. 

venerdì 7 giugno 2013

Guerrafondai al governo: per loro è "fuorviante e demagogico" togliere fondi agli F-35 per gli asili

Nel programma di governo del Pd c'era l’impegno a stanziare 7,5 miliardi di euro per mettere in sicurezza scuole e ospedali, avviare piani di recupero ambientale e progetti per la mobilità urbana. I fondi dovevano essere trovati  attraverso il taglio dell'acquisto di cacciabombardieri F-35 e di armamenti vari, ma con il governo dell'inciucio i guerrafondai del nostro paese possono dormire sonni tranquilli. "Sono pronto a dibattere con il Parlamento su tutto, ma se l'approccio è un F-35 in meno per avere 30 asili in più è  un approccio sbagliato, fuorviante e demagogico", ha avuto il coraggio di dire il neoministro della Difesa, Mario Mauro, cattolicissimo esponente di Comunione e Liberazione, un passato in Forza Italia e riesumato con la lista Monti. Perché in effetti, pensateci bene, che cosa brutta e demagogica è quella di rinunciare a un po' di strumenti di morte per far crescere meglio i nostri figli. Una roba sconveniente, da sovversivi. 
Sovversivi come Felice Casson, vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato, che ha presentato una mozione firmata da altri 17 senatori del Pd, che metterà ancora una volta a nudo davanti agli elettori l'ambiguità del partito. La proposta è molto semplice: sospendere immediatamente la partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri per indirizzare quei soldi alle vere emergenze del Paese, a cominciare dal lavoro e dalla messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico. I nuovi velivoli della Lockheed Martin di cui l’Italia ha all'attivo un ordine di 90 elementi (per un costo stimato di circa 12 miliardi di euro) sono del tutto inutili, anzi dannosi, perché pensati per missioni di attacco che la nostra bistrattata Costituzione non prevede e sono solo una cambiale in bianco firmata per l'insaziabile industria bellica statunitense. 
Ma il Partito Democratico, come si è dimostrato nel caso dell'abolizione del Porcellum (dove è stato lasciato solo il povero Roberto Giachetti), è ormai completamente ostaggio delle larghe intese e continuerà sempre di più a rinnegare la sua natura. 
Basta salvare la poltrona.