Davvero poco interessante la lettera con la quale papa Francesco ha risposto ai dubbi amletici di Eugenio Scalfari, che probabilmente ateo davvero non lo è mai stato e alla sua veneranda età viene colpito dal ragionamento che prende un po' tutti di fronte alla morte, quello dell'hai visto mai che. "La misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito", scrive il Papa pampero, avvisando barba bianca che se vuole accedere al regno dei cieli è il caso che chieda scusa rapidamente. Dio, ci racconta Bergoglio, "non è un'idea, sia pure altissima, frutto del pensiero dell'uomo. Dio è realtà con la R maiuscola". D'altra parte chiedere al Papa le prove dell'esistenza di Dio è un po' come chiedere all'acquaiolo se l'acqua è fresca e sapere che invece di bruciarli sul rogo come si faceva un tempo agli atei oggi viene concesso il riconoscimento di possedere anch'essi una morale non è una grande vittoria.
La Chiesa fa un passo avanti? Casomai fa un passo indietro, visto che il Papa argentino cita come punto di riferimento il Concilio Vaticano II (roba di 50 anni fa), sconfessato senza pietà da entrambi i suoi predecessori.
