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venerdì 6 dicembre 2013

Mandela, la grande parata degli attestati di stima falsi e bugiardi

E' vergognosa la lunga sequenza di frasi fatte buttate lì per celebrare Nelson Mandela, soprattutto da parte di chi - come il nostro governo, da sempre - vive nella costante accettazione di tutti gli orrori imposti dagli Stati Uniti al resto del mondo. Perfino un delinquente abituale come Berlusconi ha approfittato dell'occasione per invitare alla "riconciliazione" mandeliana, soprattutto per non finire come lui dietro le sbarre.
Orde di cattolici, democristiani, filoamericani e seguaci deli liberismo dicono la loro oggi su un personaggio che fino a pochi anni fa era considerato dall'Occidente un "terrorista negro, e pure comunista". La retorica raggiunge i livelli altissimi tipici di queste occasioni dove il lutto è globale e se non si dice qualche cosa, qualunque cosa, pare brutto. Agenzie come al solito inondate di dichiarazioni di peones di tutti i partiti che testimoniano il loro falsissimo dolore per la scomparsa di una delle figure più grandi del novecento. 
Tutti fanno finta di dimenticare quella che era la posizione ufficiale dei paesi occidentali, guidati dal solito zio Sam, che hanno considerato Madiba fino al giorno della sua liberazione un pericoloso comunista, sostenendo finanziariamente l'apartheid dei bianchi in Sudafrica, per motivi economici, ma soprattutto geopolitici.