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lunedì 1 febbraio 2016

Family Day, il neuropsichiatra e la sua congrega di allegri segaioli

Ci sono momenti in cui è difficile ridere, anche se ce ne sarebbero tutti i motivi. Per esempio con il Family Day, quella specie di raduno di mattacchioni dei quali si vergognano anche i vertici della Chiesa Cattolica (il Papa se ne è tenuto alla larga non spendendo neanche una parola in suo favore), che ogni tanto fa riversare in piazza decine di migliaia di individui che pensano di essere investiti della grazia di dio solo perché hanno messo al mondo qualche marmocchio dopo un bel matrimonio in chiesa. Il gioco è facile, qualcuno con un microfono in mano si fa il giro dei campeggiatori e dalle loro belle testoline trabocca tutta la loro ignoranza. Si capisce subito che sono persone che covano una buona dose di livore nei confronti degli altri, tutti gli altri e a cui non pare vero potersela prendere con i gay, perché "l'omosessualità è la religione del diavolo", una manica di imbecilli in gita di piacere a Roma grazie ai soldi spesi dalle parrocchie (quelle che si intascano la fetta più grossa dell'8 per mille).